La rete ti libera non farti imprigionare

marzo 7, 2009

Il “pacchetto sicurezza” mette in seriamente in pericolo la libertà d’ognuno di noi. Nel pacchetto sicurezza vi è una norma che colpisce esplicitamente la libertà d’espressione in rete. L’emendamento del Sen. Giacomo D’Alia dell’UDC è stato pensato per imbavagliare quanti usano internet per costruire momenti di comunicazione critica e non omologata

La norma è inutile e dannosa. Inutile perché viene introdotta in nome della lotta contro i reati di istigazione a delinquere via internet quando esistono già numerose misure giuridiche atte a perseguire eventuali abusi e reati commessi tramite internet.

La norma è pericolosa perché prevede di perseguire chi “invita a disobbedire alle leggi”, una formulazione così vaga da consentire di colpire qualunque espressione critica, qualunque informazione che possa “disturbare il manovratore”, qualunque linguaggio non in sintonia con quello del potere dominante e del pensiero unico.

E’ necessario avviare subito una campagna di sensibilizzazione, dentro e fuori il web, che metta in guardia contro i seri pericoli di incursione dell’esecutivo nei confronti della libertà di espressione in internet. Giornali on line, siti di comunicazione orizzontale, blog, tutti saranno tenuti sotto stretta sorveglianza e minacciati. Si vuole demandare il controllo e il filtraggio preventivo ai fornitori di connessione con il pericolo che, a fronte di “rischio eventuale” vengano sospesi interi siti e link, il tutto a discrezione del Ministero dell’Interno e non della magistratura.

Il provvedimento mira a colpire la libertà di espressione e introduce una vera e propria “censura preventiva”. Esso si inquadra perfettamente nella filosofia del “pacchetto sicurezza” che limita fortemente la libertà di stampa (vedi la vicenda delle ‘intercettazioni’), introduce zone grigie nella separazione dei poteri dello Stato come nel caso delle “ronde”. E’ facile immaginare “ronde telematiche” dove presunti “vigilantes” denunceranno il pericolo di “reati possibili” chiedendo al governo di oscurare interi siti.

Serve una larga mobilitazione, dentro la rete e nella società, per far conoscere e respingere questo ennesimo attacco alla libertà di espressione e informazione. Serve una mobilitazione che chieda l’immediato ritiro della norma (ex emendamento D’Alia) che consente la censura preventiva in internet.


:outing civile:

settembre 14, 2008

Preso il link dallo sblog e visionatone il contenuto, anche questo blog propone il seguente video della sempreverde Sabina:

Presentazione dell'outing civile al pubblico del Vittoria
Caricato da StaffSabinaGuzzanti

:unblock pirate bay in eeeetaly!:

agosto 21, 2008


:questione di convenienza:

maggio 12, 2008

Un po’ di corsa, ne avevo sentito parlare i telegiornali, però non avevo ancora avuto il tempo di leggere e guardare l’intervista di Fazio al giornalista Travaglio. La notizia, un po’ malamente riassunta, è la seguente: “Marco Travaglio insulta Schifani, inaccettabile! inaccettabile! Senza contraddittorio! Fazio e la RAI si scusano!”. Ora… YouTube è, nelle rare volte che lo guardo, la mia TV. Quindi non so se ho saltato qualcosa o se i video che seguono non siano in nessun modo collegati alla notizia del giorno dopo… qualora così fosse, sarei grato a chi me lo segnalasse.

Travaglio dice semplicemente (come tanti anni fa) che magari non c’è niente di male, basta spiegare com’è andata. Ma che ha fatto di male Schifani? Su wikipedia c’è un breve articolo su di lui.

Francamente non mi sembrava tutto questo grande insultone di cui avevo sentito parlare. A parte la questione del contraddittorio, voglio dire: a parte che non è un politico, come fai a contraddire Travaglio in TV? Ti ci vuole una mezza dozzina di avvocati… Mi convinco quindi di aver sentito una versione esageratissima della notizia e mi dirigo su Repubblica.it. Effettivamente, a leggere l’articolo, la notizia non era esagerata… al “povero” giornalista ne dicono di cotte e di crude…
Così vado a vedere, per così dire, in “casa” del diretto interessato, il quale mi accoglie con un “profilo pubblico” di Schifani in formato “piddieffino”.

Ma poi, perché se la prendono con Travaglio? Travaglio dice che l’ha raccontato Lirio Abbate.

Si, ma qui ci si ferma, ragazzi. Da qui in poi, il gioco diventa per adulti…


:piero ricca:

aprile 20, 2008

Generalmente in questo blog non si fanno questo tipo di cose: estrapolare un frammento audiovisivo di un blogpost altrui e proporlo nel proprio blog non sta benissimo. Qui si farà quindi riferimento anche all’articolo da cui il video è stato tratto.
Il motivo è che Piero Ricca (per chi non sa chi questi sia consiglio il suo blog, che ho conosciuto quando la Guardia di Finanza lo fece chiudere a seguito della querela da parte di Emilio Fede…) dicevo Piero Ricca “ci sente abbéstia” e la sua abilità di interlocutore calmo ed informato viene fuori con una modestia che mi ha lasciato, diversamente da altri suoi interventi, davvero “commosso”.
Nel suo ennesimo incontro con Vittorio Sgarbi, Ricca abbandona il suo classico stile “strillone” (anche perché chi gli sta davanti è dannatamente privo di argomenti) per passare ad un dialogo più “costruttivo”.

AVVISO: Come al solito Sgarbi condisce il tutto con abbondante turpiloquio… quindi per chi volesse risparmiarselo, brevemente questo è quello che accade:
Ci sono Ricca e i suoi amici, e c’è Sgarbi con un paio dei suoi amici. Ricca gli ricorda che nella sua Milano, città della cultura che ha dato i natali a Beccaria, non è giusto che l’assessore alla cultura sia una carica ricoperta da un pregiudicato per truffa allo stato e falso (Sgarbi esibiva falsi certificati medici per non andare a lavorare e c’è una sentenza in merito che io non ho letto e di cui una copia è stata consegnata a Sgarbi il quale l’ha appallottolata) nonché ad un condannato a risarcire un bel po’ di soldi per diffamazione. Sgarbi tenta di difendersi un po’ accomunando Ricca a Mastella o Grillo, un po’ scoattando e sgallettando, un po’ minacciando, un po’ prendendosela con i comunisti, un po’ rigirando accuse a Ricca e ai suoi compari…

fonte: blog di Piero Ricca


:blogaction:

aprile 2, 2008

Anche questo blog aderisce a Blogaction. Il testo che segue, in versione integrale, non vuole essere interpretato politicamente; dirò che è sostanzialmente una serie di principi etici, una sorta di giuramento di Ippocrate per le forze politiche che da anni governano il mio paese.



Ai partiti politici, ai politici italiani, agli organi di informazione, alla cittadinanza tutta

Questa lettera nasce da uno sforzo collettivo di cittadini italiani della Rete, che si sono confrontati in maniera concreta e proficua usando i mezzi offerti dal social network e partendo da un approccio comune e condiviso, al di là dell’appartenenza politica di ciascuno, per agire attivamente nell’attuale contesto politico e socioculturale.Vogliamo richiamare l’attenzione di chi ci governa, degli organi d’informazione e delle istituzioni verso quelli che dovrebbero essere i principali obiettivi di una politica civile, etica e basata sul bene comune.

La tutela dei valori costituzionali del nostro Paese: laicità dello Stato; diritto al lavoro e alla sicurezza sul lavoro; diritto di scelta per la propria salute e tutela della stessa, per tutti; informazione libera, pluralista e basata sulle interazioni.
L’adempimento del mandato elettorale per il quale si viene eletti e del quale i cittadini elettori sono costantemente giudici. Tale adempimento dovrebbe rappresentare una condizione minima, senza la quale “fare politica” diventa semplicemente un modo per raggiungere obiettivi personali e di potere.
La risoluzione di emergenze sociali, tra cui (ne citiamo solo alcune): impatto ambientale dei rifiuti; sistema della Sanità; aiuti alle famiglie e tutela della maternità, attraverso sussidi e asili nido in numero sufficiente; sistema dell’Istruzione e della scuola e scollamento tra questo e il mondo del lavoro; precarietà diffusa e formalizzazione del salario minimo legale.
L’attuazione di riforme politiche non più procrastinabili, quali: l’immediata risoluzione del conflitto d’interessi; una seria riforma del sistema elettorale che impedisca le nomine dall’alto dei parlamentari attraverso l’indicazione della propria preferenza sulla scheda; la decisione sulla non eleggibilità di cittadini, se condannati in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

Crediamo che fare politica, nel senso etimologico e più nobile del termine, comporti soprattutto fornire un esempio etico, culturale e di serietà ai cittadini che si governano, e che costituisca un ruolo da non sperperare in inutili e volgari liti, dichiarazioni razziste, aggressioni fisiche; questi comportamenti impoveriscono tutti, sia in un contesto interno alla nazione, sia rispetto all’immagine che essa deve offrire al resto del mondo.

Dal momento che Voi siete chiamati a rappresentarci, dovreste porvi come portavoce di coloro che vivono la realtà quotidiana e trasmettono le sue problematiche concrete.

Pretendiamo che la politica torni a essere un servizio alla collettività e che nel fare questo rispetti alcuni precisi standard di correttezza, buona educazione civica, coerenza e chiarezza.

Noi non siamo solo numeri.
Non vogliamo assistere impotenti alla banalizzazione delle parole che non si trasformano in fatti coerenti e responsabili.
Noi siamo quelli che votano. Quelli che scelgono. Quelli che criticano. Quelli che domandano. Quelli che giudicano.

Noi siamo coloro a cui dovete rispondere del Vostro operato, ogni giorno, in qualsiasi momento.
Attueremo un controllo serrato sulle azioni della prossima legislatura e daremo ampio risalto sui nostri blog di ciò che di buono e di cattivo verrà fatto.

Siamo in grado di criticare l’informazione, di valutare l’attuazione del programma elettorale, di giudicare sui fatti e non sulle promesse e sulle favole.



:tibet, raise your flag:

marzo 17, 2008

Potranno oscurare Youtube ad alcuni, ma non possono nascondere la verità:

IL TIBET E’ LIBERO!

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:beppe grillo a piazza navona:

marzo 16, 2008

Per chi, come me, se lo fosse perso…


:mordechai vanunu:

marzo 16, 2008

Settimana intensa, vedrò di recuperare. Intanto un bel video visto su mentecritica.net e decisamente… beh, ho già espresso lì il mio giudizio. Questo tizio deve avere una maggioranza di follia tra i propri neuroni per continuare a fare quello che fa dopo tutto quello che ha passato.

Fonti: mentecritica.net, yastaradio.it


:appello di roberta:

gennaio 31, 2008

Come molti della mia generazione, anch’io mi sono iscritto al Meetup. Perché? Perché prima di farlo pensavo come tutti che Beppe Grillo fosse un faro che illumina l’Italia intera, che si mette in prima persona nelle battaglie per salvarci tutti e mostrarci il regno di dio in terra.
Dopo averlo fatto, invece, mi sono accorto che Beppe Grillo è semplicemente lo SPOT DEI MEETUP. Non metto in dubbio che tutto faccia parte di un grande gioco di ruolo che coinvolge principalmente i promoters di Beppe Grillo (Casaleggio Associati). La cosa fondamentale è però l’utilizzo di questi mezzi messi a disposizione da questi oscuri indagatori del web.

I Meetup sono, ad oggi, il faro che illumina l’Italia intera. Prendono iniziative singolari, organizzano incontri, segnalano a Grillo i problemi del posto in cui vivono affinché siano pubblicate sulla rivista di informazione online più popolare d’Italia.
A mio avviso sono anche troppo attivi. Stanno sempre lì ad organizzare cose, richiedere partecipazione… Uno che si alza la mattina presto e torna a casa ad ora di cena e dopo il pasto è già stanco morto fa sinceramente fatica a seguire la loro attività. Ragion per cui mi sono iscritto, ricevo varie email circolari al giorno, le leggo, verifico la mia indisponibilità a parteciparvi e poi passo ad altro.
Oggi però ne voglio pubblicare qui una, scritta da Roberta. Lettera che non commento ma che è un’altra iniziativa encomiabile del Meetup di Roma:


Lo sapete che la discarica di Malagrotta, la più grande d’Italia e d’Europa, arrivata ormai da anni a fine attività ed anche oltre, rimarrà aperta fino a quando non sarà pronto il gassificatore per bruciare i nostri rifiuti pagato con i nostri contributi della bolletta Enel?

Lo sapete che questo gassificatore si basa sulla tecnologia svizzera Thermoselect (chiamata anche Thermodefect dalla stampa tedesca) che in Germania ha dovuto chiudere un impianto analogo per problemi operativi che hanno comportato fughe di gas tossico e pericolo di esplosione/incrinature nel cemento della camera ad alte temperature provocate dalla corrosione e dal calore, e perdite di liquido da un bacino di sedimentazione che conteneva acque di scolo contaminate da cianuro?*
E che di fronte a questa evidenza la Regione ha autorizzato il cambiamento dei progetto tecnico del gassificatore a Malagrotta in base a protocolli tecnici IGNOTI e che solo in fase di collaubo vedremo SE e COME funzionerà? Dopo aver speso milioni di euro per la sua costruzione (sempre nostri) e senza garanzie per la nsotra salute?

Lo sapete che se succede qualcosa al gassificatore si innesterà una reazione a catena in quanto a distanza di pochi metri c’è la Raffineria di Roma, un inceneritore ospedaliero, vari capannoni industriali? Che siamo seduti su una polveriera?

Ed infine, lo sapete che quando sarà ufficiale che il gassificatore NON funzionerà e verrà bloccato, e la discarica nel frattempo sarà stata chiusa perchè ben oltre il suo cilo di attività, Roma sarà invasa dai rifiuti proprio come Napoli?

Pensate sia catastrofista?
No, sono i FATTI a parlare.
Vieni lunedì 4 febbraio alle 18.30 al Linux Club e scoprirari come una SOLUZIONE esiste. Solo che nessuno vuole che si sappia.
Se non vuoi finire come a Napoli, vieni all’incontro con Paul Connett, docente di chimica ambientale, che ci illustrerà la RIFIUTI ZERO.
Ti aspettiamo.
r.

*informazioni su Thermoselect

Nome dell’impianto: Thermoselect, Karlsruhe
Località. Karlsruhe, Baden-Wüttemberg, Germania.
Tecnologia. Gassificazione seguita da combustione(rifiuti solidi urbani).
Situazione. Chiuso dal novembre 2004. Ha funzionato per un prolungato periodo di prova dal 1999 al 2002, e poi come struttura industriale-commerciale dal 2002 fino alla chiusura.
L‘impianto Thermoselect di Karlsruhe era uno dei più grandi gassificatori di rifiuti solidi urbani del mondo,ed era stato costruito per trattare 225.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Problemi operativi ricorrenti – che portarono la stampa locale a ribattezzarlo “Thermodefect” – hanno impedito all’impianto di raggiungere la piena capacità operativa. Durante il periodo di attività l’impianto è stato in grado di trattare solamente un quinto della quantità totale dei rifiuti che doveva smaltire, obbligando le città che avevano fatto dei contratti per smaltirvi i propri rifiuti a trovare soluzioni alternative. Al momento in cui la società proprietaria EnBW decise di chiudere l’impianto nel 2004,le perdite di gestione ammontavano a 400 milioni di euro (circa 500 milioni di dollari) esclusivamente per le operazioni di gassificazione dei rifiuti solidi urbani.
Il materiale promozionale della Thermoselect, compreso il suo sito web, contiene asserzioni sulla performance ambientale di questa tecnologia sul tipo delle seguenti frasi:
* “Distrugge completamente le diossine e i furani”,
* “Le sostanze nocive contenute nei rifiuti sono completamente distrutte”
Nessuna di queste due affermazioni corrisponde a verità. Ciò è evidente del resto dalla stessa contraddittoria presentazione fatta dalla società. Nella medesima pagina web, infatti, c’è una tavola che elenca le emissioni prodotte, che comprendono diossine e furani, biossido di zolfo, monossido di carbonio, cloruro di idrogeno, fluoruro di idrogeno, carbonio totale, mercurio, cadmio, tallio, e metalli pesanti totali.

L’impianto di Karlsruhe fu costretto a chiudere temporaneamente nel 2000, quando vennero riscontrate fughe di gas tossico. Fra i problemi operativi citati ci fu un pericolo di esplosione, delle incrinature nel cemento della camera ad alte temperature provocate dalla corrosione e dal calore, e perdite di liquido da un bacino di sedimentazione che conteneva acque di scolo contaminate da cianuro. Il governo regionale ammise che i muri della camera ad alte temperature erano ridotti così male che dei pezzi si erano staccati e si sarebbe potuta produrre un’esplosione. Durante il primo anno di attività si scoprì inoltre che l’impianto aveva utilizzato un camino di emergenza per i gas, la cui esistenza non era stata notificata alle autorità ed agli osservatori durante la fase autorizzativa.

L’impianto diede segnali di allarme per le emissioni di carbonio organico totale (TOC) e ossidi di azoto (Nox) nel 2002, e superò i limiti di emissione consentiti nel 2000. Le emissioni furono sopra i limiti per le diossine, i metalli pesanti ed altri inquinanti. Un altro campione di monitoraggio riscontrò che le diossine nei gas filtrati erano al di sopra dei livelli regolamentari. In due casi su tre, il monitoraggio verificò che i livelli di diossine erano più alti nei gas “ripuliti” che nei gas non ancora sottoposti ai meccanismi di filtraggio.



Il Prof. Connett è docente di chimica presso la St.Lawrence University (NY). Nel giugno 2006 ha tenuto una relazione sull’argomento che puoi trovare qui (RTF)


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