:un gran link:

dicembre 28, 2008

Questo post è per tutti i possessori di HTC Diamond e Touch Pro. Di recente infatti, mio cognato Chienter mi ha fatto un regalo di natale davvero singolare: un HTC Touch Pro con sostegno per la macchina!
Due le prime perplessità sull’oggetto:
- il prezzo (è veramente costoso, in Italia viene venduto nuovo a non meno di 700 euro)
- l’interfaccia totalmente in cinese e un Windows Mobile 6.1 con una sola lingua al suo interno (il cinese, appunto) come da accordi tra Microsoft e HTC.

All’inizio non sapevo, cercavo risposte ufficiali e tutte dicevano che, ad esempio, comprando un HTC Touch Pro in Germania la sola lingua sarebbe stata il tedesco, comprandolo in Italia l’italiano e così via. Volevo quasi restituire questo splendido regalo, immaginate che vi compare una notifica in cinese con due bottoni Si/No e non sapere cosa fare… ogni tre secondi chiedevo a YiYi di leggere le parole. Poi le shortcut, che non erano content-sensitive (per esempio Copia (B) Incolla (C) Taglia (D))…

Poi ho trovato per caso un link che ha risolto i miei problemi ed ha aperto ogni possibile orizzonte sul gioiello in questione:

TUTTO SU HTC DIAMOND E TOUCH PRO

E’ chiaro che ogni palmare appena sfornato fa i conti con l’iphone. E su questo la cosa va chiarita: non esiste ancora NIENTE sul mercato che eguagli la “schiettezza” dello schermo dell’iphone. Ma l’HTC ha fatto un prodotto che davvero risponde a tutte le esigenze, anche quelle cui l’iphone non sopperisce:
- video playlist (nell’iphone solo l’audio può essere messo in playlist)
- camera con flash (c’è chi l’usa e chi no)
- tastiera querty hardware (elimina il bisogno della sempre impicciosa tastiera software)
- rotellina di scorrimento (con movimenti circolari intorno al d-pad si ottengono comportamenti diversi a seconda dell’applicazione, ad esempio in Opera esegue lo zoom della pagina, in Esplora File scorre tra gli elementi, in modalità fotocamera (3.2 megapixel) regola lo zoom e sono comportamenti customizzabili)

Molte altre sono le cose che si possono fare con questo mattoncino lucido, quindi l’invito a chi lo possiede e a chi possiede un Diamond è di ispezionare ben bene il portale in questione, alla ricerca dei segreti non scritti sul manuale e dei programmi freeware disponibili sull’ormai famosissimo XDA-Developers.


:glogster:

febbraio 29, 2008

Ho provato glogster, il quale consente di bloggare inserendo testi, link, fronzoli, immagini, video, musica ecc. in un’interfaccia flash.
Attualmente ha un’impronta molto “clipartesca”, e la cosa essenziale è che una volta salvata, la propria pagina può solo essere inserita in un iframe del proprio blog.
Non è quindi un vero e proprio blog quanto un editor di post simpatici. Ecco la mia prova (scalata al 50%):

Più un passatempo che altro, però è sempre un piacere vedere che ci sono queste applicazioncine fatte in flash e (in questo caso con un po’ di fantasia) Object Oriented.


:find 815:

febbraio 16, 2008

http://www.find815.com

Devo aggiungere altro?


:profilactic e twittervision:

febbraio 4, 2008

Niente, per provare un aggregatore ti devi quantomeno iscrivere. Quindi, una volta iscritto, inizia il processo (sempre più lungo) di “riesumazione” della tua identità online. Per esempio, trovi DeviantArt (no, niente paura, mostra solo il journal), che non avevi trovato in altri aggregatori. Trovi gli immancabili twitter e facebook, picasa, flickr e slide, myspace, ma alla fine sono sempre gli stessi. E le opzioni che hai una volta che hai faticato tanto a ricostruire la tua vita online sono sempre le stesse. Accozzaglia ordinata per data e ora, e badge rettangolari che riportano in piccolo le tue attività recenti.
Quindi ho provato profilactic, che ha tutti i pregi e difetti di Readr. Non copre tutto, non offre features particolari…

Molto carino invece (anche se alla lunga m’ha fatto ritornà il mal di testa) twittervision, che è in sostanza un mappamondo che scorre gli ultimi twitts. Nella pagina principale c’è il massimo (secondo me) del social web. In questo mappamondo ci sono (uno alla volta) tutti gli ultimi twitt nella timeline pubblica geolocati secondo le impostazioni di ogni utente. Inoltre l’utente può impostare ad ogni nuovo twitt una località diversa.
Come fosse un GPS tracker, solo che qui è l’utente che vuole memorizzare i propri spostamenti. Questa è una cosa “grandiosa”, sotto più punti di vista.

Il web sta davvero diventando un Grande Fratello di cui nessuno ha paura. Tutti i servizi web ad oggi danno la possibilità di inserire (e quindi dichiarare) ciò che si sta facendo. Oppure sono io che la vedo così? In realtà quella è una textbox, uno ci può scrivere quello che vuole. Ma gridare alla privacy se qualcuno ci monitora è ben diverso dall’esercitare il nostro diritto alla libera espressione. Gli utenti non hanno nessun problema a dire la loro geoposizione in quanto dichiarazione libera e spontanea, senza interventi dall’alto.

A dire il vero già sappiamo come questo avvenga. Se è scorretto invadere l’altrui privacy, correttissimo sarà invece fare in modo che sia l’utente stesso a dirci quello che vogliamo sapere da lui. Quindi un servizio web bello a vedersi e gestito da perfetti sconosciuti facente capo ad una famosa società di assicurazioni è in grado di fare quello che una chiamata da un call center sconosciuto (della stessa società di cui sopra) non può assolutamente fare. Un po’ come le estensioni per i browser. Si grida allo scandalo per i dati che Internet Explorer invia a Microsoft ma è perfettamente legittimo che l’estensione per Firefox trasmetta tutti i dati che vuole. O come Google che risponde alle ricerche sulla base dell’utente collegato e del computer da cui si esegue la ricerca. D’altro canto, quand’è che non ci capita? Alla nascita, i nostri dati iniziano ad essere venduti.

Ma questo tipo di dittatura non ci spaventa perché abbiamo una fede: che il mondo telematico sia abitato da avatar dietro ai quali si celano forme di vita intelligenti che rifiutano qualsiasi tipo di autorità in nome del buon gusto, della libera informazione, della condivisione dapprima delle “istituzioni” (film, libri, musica coperti ancora da quella coltre nera e arrugginita chiamata copyright) e poi delle proprie singole esperienze (podcast).

Si, si, ok, è tutto un po’ utopistico. Ma guardate per mezz’ora la homepage di twittervision e poi ditemi se non si scorge un che di globale, di megalomane e di LIBERO in quella mappa che si sposta in continuazione.

Oh, poi guardatevi anche gli altri link in basso, sono servizi analoghi.


:somiglianze:

febbraio 2, 2008

A pranzo s’è vista la puntata in differita. Niente, croce e delizia di questa serie è che praticamente si parla addosso per tutto il tempo. La puntata finisce senza un gran colpo di scena mentre come da manuale brandelli di storia futura e passata si fondono in un unico… minestrone… Però mi piace che si siano un po’ ribaltate le parti. Ciò che era non c’è più per far posto a ciò che è mentre il presente è tutta una storia che ha ancora da venire.

Mentre lavavo i piatti, Yiyi è venuta in cucina e mi ha parlato di questo sito web di nome myHeritage.com che si presenta come “uno dei primi servizi al mondo ad applicare un’avanzata tecnologia di riconoscimento volti alle foto personali e alla storia familiare; ed è gratuito!“.
Registrandosi e caricando una propria foto sul server, è possibile cercare persone con il volto simile al proprio, effettuare un morphing ed addirittura scoprire a chi somiglia di più un neonato. Quindi basta colpi d’occhio o sviolinate verso il genitore più ricco. Mettete le vostre foto e quelle del/la vostro/a pargolo/a ed affidatevi al colpo d’occhio della SCIENZA!
Potevamo quindi esimerci dal calcolare il somigliometro su Martina? Ovviamente no… Anche se devo dire che la foto che mi riguarda non mi rende giustizia. Una foto più aderente alla realtà avrebbe fatto pendere l’ago dalla mia parte (se non altro perché ho più ciccia rispetto alla foto…). Diciamo che qui il somigliometro è andato tendente al politically correct…

Sul blog di Yiyi ci sono anche le sue sosia. Niente facce perplesse, è SCIENZA! :D


:sorella acqua:

gennaio 28, 2008

Occhio che questa è un po’ tosta da digerire eh. Non per chi ha passato un po’ di tempo leggendo la rivista musicale New Age. Negli anni ’90 ho letto qualche articolo qua e la perché c’era Gianni che le comprava (per il cd allegato). E lì effettivamente ne scrivevano di cotte e di crude.
In sostanza la questione è questa: il suono è movimento, il movimento è suono, tutto ciò che si muove è musica e la musica muove l’esistente.

OOOOMMMMMMMMMMMMM….

Niente di nuovo, queste sono cose che si sanno. Quello di cui scrivo oggi è l’esperimento del signor Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese.

Vale la pena guardarlo in faccia, perché ci dice molto più di quello che possono gli studi che ha effettuato. Questo NON E’ il classico sguardo giapponoesoide che i manga erroneamente ci propongono. Quest’uomo sta FATTISSIMO! vedi com’è saturo di energie cosmiche e stringhe multidimensionali? Ciò che più conta, comunque è il messaggio che ci trasmette.

Masarino ha infatti detto (in soldoni): il suono è vibrazione, quindi se io parlo ad una bottiglia d’acqua e poi la congelo e la esamino al microscopio, le formazioni cristalline possono riflettere il momento congelato, quindi collegato alla musica “ascoltata” dall’acqua.

Le formazioni cristalline dell’acqua esposta alle vibrazioni della musica, delle parole, delle scritte nelle etichette delle bottiglie, sono di volta in volta diverse e rappresentano ciascuno un messaggio di ritorno diverso a seconda del tipo di messaggio affidatogli. Se la musica ha dei toni e delle armonie che ispirano benevolenza e fiducia, le formazioni cristalline saranno armoniche, in caso contrario saranno asimmetriche e (diciamolo chiaramente) più bruttine a vedersi.

Chi ricorda il film Ghostbusters 2? Nel film, mettevano la melma rossastra in un tostapane, poi facevano partire la musica ed il tostapane iniziava a ballare. Lo insultavano caricandolo di energia negativa ed il liquido si espandeva
Più o meno per l’acqua è lo stesso. Solo che qui l’acqua non aggredisce nessuno e non facilita il ritorno di “Vigo la sporcacciona” come rappresentazione del male, ma al contrario ci mostra (qualora ce ne fosse bisogno) il proprio stato d’animo in un dialogo uomo-acqua e quindi, esotericamente parlando, il dialogo tra l’uomo e le energie sottili.

Riporto qui un po’ di frasi prese in giro per i blog e dal suo sito:

“L’acqua è come un nastro magnetico liquido in grado di registrare in modo molto sensibile le informazioni energetiche che riceve dall’ambiente”

“La Terra, chiamata anche il Pianeta d’Acqua, è coperta per il 70% della sua superficie di acqua, la stessa proporzione presente in un corpo umano. Ogni cristallo d’acqua porta in sé un’informazione. Più precisamente, la geometria del cristallo è l’informazione stessa che si cristallizza. L’acqua, attraverso la creazione e la contemplazione dei suoi cristalli, rende possibile un dialogo con l’uomo, elevando la sua consapevolezza.”

Di seguito, lo slideshow preso da e-hado

Al di là dei significati, le foto dei cristalli al microscopio semplicemente “mi mettono bene”, le trovo bellissime e spero un giorno di riuscire a farne anch’io.

Qui c’è il PDF in inglese per bimbi contenente i risultati degli esperimenti. Su thank-water ci sono invece i resoconti degli esperimenti.

I programmatori come me hanno (tutti) accanto al pc una bottiglia d’acqua. Mi raccomando trattatela bene. E, se il dottor Emoto non è quel tossicone convinto che sembra, trattatevi bene gli uni gli altri. Che siete d’acqua anche voi ed ogni goccia del vostro essere riflette gli umori di chi vi circonda.

Buon lunedì

[edit] Oh, per inciso, lo slideshow è molto valido, vero? si trova sul sito slideshowpro.net però è a pagamento.


:alba, tegami e readr:

gennaio 27, 2008

Stamattina presto, mentre la cambiavo, Martina m’ha spaccato un timpano. Mai sentita urlare così forte. Appena sveglio, può essere un trauma. Un po’ infastidito e definitivamente sveglio, decido di mettermi di fronte al pc e navigare un po’. Da quando ho aperto questo blog, ma già prima, ai tempi di piobernardo, mi ci ritrovo sempre più spesso. Mi piacciono questi aggregatori, in particolare, o i blog con più autori. Comunque non mi metto passivo di fronte al pc… MAI. Mi fo un bel caffellatte e vi ci puccio qualche grancereale. C’è una cosa che non ho mai capito delle pentole. Mi riferisco in particolare ai pentolini per il latte. Non le lattiere che hanno il manico in stile tazza e dello stesso materiale. L’arnese di cui parlo è un pentolino che fuori è verde e dentro c’è il teflon, con un manico lunghissimo nero simile a quello delle padelle. Noi abbiamo uno di questi, mi pare vinto con i punti della SIR, ed anche in questo il manico è più pesante del contenitore. Il fulcro quindi non si trova, come dovrebbe, a metà del raggio che va dal centro del contenitore verso il manico ma più in là, leggermente oltre il bordo. Cioè, a meno che non lo tiri fuori dalla credenza e lo riempi mentre ce l’hai ancora in mano, semplicemente appena lo poggi sul fornello (o su un qualsiasi altro piano) si “incanta”: il manico scivola giù e la forma tondeggiante dell’arnese inizia a danzare a destra e a sinistra, non di rado facendo uscire il pentolino dalla croce che lo sorregge sul fornello.
Ormai saranno un paio d’anni che sono in possesso di questo piccolo demonio verde. Ma ogni volta che tento di usarlo passano almeno dieci minuti durante i quali io cerco di poggiarlo VUOTO sul fornello in modo da non farlo cadere. Cerco di appoggiarlo in bilico (cioè sulla punta di uno dei bracci della croce), lo lascio piano piano, dopo un po’ si assesta. A volte succede appena mi giro verso il frigorifero, a volte mentre torno davanti al fornello col latte in mano… ma SEMPRE E COMUNQUE prima che io riesca a mettere il liquido nel pentolino esso cede alla gravità. Va detto che non cade quasi mai silenziosamente ma quando accade i suoni ce li metto io. E sono suoni che non si confanno esattamente ad un gentleman del mio stampo.

Quindi BUONGIORNOOO! Con quest’animo inauguro il giorno del Signore (Domenica) o giorno del Sole (Sunday) che dir si voglia, scoprendo per caso guardando le mie bollette telefoniche READR, un aggregatore di account. Di recente vanno di moda questi social network allargati, che consentono di aggregare la maggior parte dei propri account in un’unica webapp. Lo stile è quello di twitter, le funzionalità sono simili a 8hands e ricoprono account su flickr, picasa, blogger, myspace, facebook, slide, google reader… Ma si possono scrivere anche Readr-bullettins. In pratica, cosa stai facendo adesso? Ricordati di scriverlo su facebook, myspace, twitter e readr. Se ti vuoi divertire, scrivi una cosa diversa per ogni account.

A mio avviso questi aggregatori hanno un punto debole: e cioè il fatto che sono limitati al numero di account supportati dal servizio. Va da se che ogni servizio ha un proprio stile nel visualizzare le informazioni in esso contenute, ma se fosse possibile all’utente “convertire” le informazioni in “tag”… ad esempio… flickr. Il titolo della foto lo chiamo TITOLO, la foto la chiamo CONTENUTO. Se ho un account per esempio su deviantart (che non è supportato) potrei dire (usando la webapp dell’aggregatore) che il titolo dell’opera lo chiamo TITOLO, l’opera la chiamo CONTENUTO… Non so se mi sono capito. In questa pseudo guerra tra aggregatori, non ci sarà mai quello definitivo.

Resta il fatto che, per il momento, readr unisce una ventina di profili, il che non è affatto male.

Ah, una volta che il latte è caldo come piace a me, lo metto in tazza. Poi appoggio il pentolino vuoto. E resta in piedi, PERFETTO ora che non mi serve più. Vabeh, vai al mio Readr va…


:mr.doob:

gennaio 23, 2008

Riccardo mi ha mostrato una cosa fatta con Flash SPAVENTOSA! Una stanza rotonda con appesi dei quadri (tondi anch’essi, cioè dalla superficie curva) in cui venivano proiettati video e punti di interazione (sono riprodotti anche i tipici controlli html tipo combo box, check box…). E’ Realizzato con Papervision e Collada.
Seguendo una serie di link sono approdato su mr.doob, uno dei guru del Papervision. Un classica web-scrivania con una serie di esperimenti in flash, solo che questi effetti sono vere e proprie opere d’arte.
Personalmente, mi fa piacere sapere che la Vivadesign non ha abbandonato Flash, che continuo a considerare non dico certamente il “futuro” ma di sicuro un ottimo “presente” dell’esperienza sul web.


:xmas:

dicembre 24, 2007

Sta per finire l’offerta di ElfYourself, quindi…

B U O N   N A T A L E
E
F E L I C E
A N N O   N U O V O! ! !

da Martina, Alfonso e Yi-Yi


:corsi di cinese online:

dicembre 12, 2007

Per chi fosse interessato ad imparare un po’ di frasi di cinese (per quello che ho potuto vedere) c’è un simpatico corso interattivo che segue lo stile “podcast” e che attraversa le fasi dell’apprendimento della conversazione in mandarino da “newbie” a “advanced”.
Si, il corso è in inglese, però è talmente didascalico che penso che, a meno che non si sia digiuni anche di quello, risulterà facilmente comprensibile. Si tratta comunque di minilezioni che insegnano pochi, brevi termini (almeno per quello che ho potuto vedere io che sono newbie).
Ogni giorno ci sono lezioni diverse, piccoli dialoghi ripetuti prima lentamente, poi al momento della traduzione vengono ripetuti più velocemente (e cioè con la velocità con cui si parla di solito alla gente). Per ogni lezione sono riportati i dialoghi in in cinese tradizionale (se si passa col mouse c’è tutto un tooltip contenente la pronuncia e il significato dei termini).
Sicuramente più avanti si passa alle cose più inerenti la fonetica, ma per quello che ho potuto vedere io quest’approccio è di tipo “idiomatico”.

Allego a titolo esplicativo la prima lezione (che è il classico “ciao, come va? bene e tu? anch’io, grazie”):

Oh, non l’avevo detto? l’impronta di questo sito è decisamente multimediale (vanta anche l’iconcina dell’iphone). Sulla colonna di sinistra c’è il titolo della lezione, una combo che assegna un TAG (remove, bookmarked, studied), un’immagine (diciamo) identificativa e un piccolo player audio.
Successivamente, i link per il download in diversi formati (anche PDF), le info sul file audio e le textbox per l’url e per l’ember.
Al centro ci sono cinque tabs: Discussion, Dialogue, Vocabulary, Expansion e Exercises, e cioè tutti argomenti che riguardano la lezione corrente.

Il sito è ben fatto, unica pecca è che al cambio di tab si interrompe l’audio in quanto la pagina viene ricaricata. Ma d’altra parte questo è un bene: bisogna CONCENTRARSI per apprendere. Ben fatto. Per chi mastica un po’ di inglese, consiglio di iscriversi a Chinesepod.com, per apprendere i rudimenti della lingua più parlata al mondo.

Ovviamente per approfondire e soprattutto per conversare in cinese, suggerisco un insegnante serio :D


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