:Carnevale:

febbraio 23, 2009

L’ultima volta che ho assistito a un carnevale ero poco più che un bimbo… Anche se da adolescente (diciamo quasi adulto) ho indossato maschere di quando in quando, non ricordavo più l’atmosfera carnevalesca.
Quest’anno, complice una Martina in piena, ho assistito al Carnevale della mia città. Per l’occasione infatti siamo andati, insieme a Stella, Davide, Ana Maria, Rosella, Carlo e la piccola Margherita, a Piazza del popolo, dove aveva luogo la manifestazione, principalmente dedicata ai cavalli.
Vabeh, la manifestazione non è stata molto seguita, avendo con noi i nostri ragazzini mascherati.
Tornando a casa, ho riguardato i video. Per la prima volta, mi sono accorto di aver ripreso bimbi che corrono, bimbi che camminano, bimbi che si inseguono, bimbi che piangono… non saprei dire, in effetti riguardandoli è come se fossi “un po’ saturo” di guardare video di bimbi. Sarà anche il carnevale, non c’era in realtà nessun intrattenimento particolare per i bimbi se non vedere genitori coccoloni ovunque intorno all’obelisco e bimbi che lanciano i coriandoli.
Così, invece di mettere i soliti “spezzoni” su pasife.net, mi sono messo di buzzo buono a tentare di montare il tutto col nuovo (ma già FIDO) iLife ’09.

VALE DUNQUE LA PENA spendere due parole sul prodottino :D
TRE, le innovazioni principali.
Su iphoto, dove è stata aggiunta la ricerca dei volti nelle foto e la “schedatura” delle facce presenti nella propria libreria di foto e video nonché la geolocalizzazione degli eventi e le “presentazioni a tema”.
E poi c’è la più importante, su iMovie. Che si può dire a tutti gli effetti essere diventato UN ALTRO PROGRAMMA.
Analisi dei video con riduzione delle scene traballanti, effetti sui video, maggiori transizioni, transizioni a tema, mappa del mondo per mostrare i viaggi, sfondi animati, titoli animati, velocità del video, editor di precisione, visione più dettagliata dei progetti… insomma, un vero mare di modifiche per questo prodotto che ho subito voluto utilizzare per realizzare il video che segue.

Video fatto in “quattrecquattrotto” eh, niente di clamoroso, iMovie ha mantenuto quest’ottimo equilibrio tra software di editing video e interfaccia terra-terra, che consente la creazione di video piacevoli a vedersi davvero con pochi semplici click.

Mi dispiace, ma per casa io ho un solo consiglio: PASSATE AL MAC, PASSATE A ILIFE ’09


:centro di gravita’ per la mente:

ottobre 31, 2008

Le giornate scorrono campali, a Taipei city. Martina impara nuove cose, fa amicizie con tutto il vicinato, inizia a prendere nuove abitudini. Mi dispiace non restare qui a godermi questi nuovi sviluppi. Ma e’ uno dei prezzi da pagare per avere una famiglia che sta un po’ di qua e un po’ di la’.

Non si puo’ concludere un soggiorno senza visitare il “mall tecnologico” di Taipei.
Questa volta, i negozietti sono inseriti in un edificio di 6 piani. Vale la pena ribadire la qualita’ del servizio offerto da queste parti: il sesto piano e’ tutto un centro assistenza dove si va con la merce acquistata. Chienter mi ha fatto fare un giro ed e’ una cosa pazzesca: li’ degli assistenti (giovanissimi) aprono quello che hai acquistato e lo provano, eseguono dei test davanti ai tuoi occhi (addirittura se e’ un hard disk esterno te lo inizializzano su Windows, di modo che quando torni a casa lo attacchi alla USB ed inizi ad usarlo) e se tutto va bene puoi uscire con un bollino sul tuo acquisto.

Impossibile poi andare via da questo posto senza aver visitato i mercatini di notte. C’e’ davvero poco da dire sui mercatini se non che sono spettacolari, guardatevi le foto.

PS: per i video come sempre quando vengo qui prediligo la videocamera a MiniDV che acquisiro’ una volta tornato in patria.
PS2: non e’ il 31 il mio ultimo giorno ma il 1 novembre. Giornata pero’ dedicata al compianto suocero.


:chi non scatta niente scatti:

ottobre 30, 2008

Mentre a Roma i miei colleghi responsabili di progetto e di commessa m’hanno combinato pur non intenzionalmente uno scherzetto che gli costera’ quantomeno la stima che avevo di loro personalmente, Taipei city resta una citta’ piacevolissima da vivere: verde ovunque, strade pulite, parchetto sotto casa, servizi di taxi veramente economici e funzionanti, strade larghissime, architetture d’avanguardia ed efficienza energetica e di smaltimento dei rifiuti si mischiano a gesti, usanze, decorazioni e oserei dire odori d’altri tempi.

I parenti acquisiti ovviamente non vogliono che il mio soggiorno qui sia vissuto come un’incombenza, anche se vivo volentieri le due-tre quotidianita’ che ancora ci legano al babbo. La mia presenza e quella di Martina, sempre gioviale e in vena di giochi e biscotti (soprattutto di questi ultimi), vengono sentite come occasioni comunque di svago. Mi e’ stato detto “quante volte vieni a Taiwan? Una volta qui non puoi perderti…” e segue una lunghissima lista di posti fantastici dove mangiare, fare una gita, rilassarsi, pescare gli ultimi ritrovati in fatto di tecnologia ecc.

In piu’, ora che ho fra le mani la Canon, non c’e’ occasione migliore che avere qualche bel soggetto da fotografare e cosi’ imparare ad usare bene l’arnese.
Ma e’ quasi inutile che vi ricordi il motivo principale di questa spesa davvero fuori dall’ordinario: chi ha seguito gli “esordi” di Martina e parlo della fase successiva a quella in cui farle le fotografie era facile in quanto la piccola passava moltissimo tempo a pisolare, ha potuto notare come sia in effetti molto difficile scattarle una foto che non sia mossa, specialmente per quanto riguarda gli interni e piu’ particolarmente per l’interno della camera da letto, della sua cameretta, del soggiorno e del bagno durante le ore serali :D Insomma, tolto il giardino di Stella e Riccardo, a meno che non paralizziamo Martina e’ molto difficile ottenere una bella foto “piena”. E’ per questo, per immortalare le donne della mia vita, che oggi mi sono ritrovato alle 5 del pomeriggio con circa 400 foto scattate. In circa 10 ore. Si, si, ho esagerato, e’ chiaro, ma dovevo imparare e poi chi mi conosce sa benissimo che non e’una grandissima novita’ :D

Ringrazio il mio cognato Chienter per la pazienza e per gli insegnamenti sull’utilizzo del marchingegno… e ringrazio anche la mia deliziosa mogliettina per la pazienza… proprio… in generale :D


:oggi e’ un altro giorno:

ottobre 29, 2008

Il tempo passa e le giornate si fanno piu’ serene, ci si rassegna alla vita lentamente ma con una certa costanza. Alcune cose si fanno chiare subito; altre, necessitano ancora un po’ di convalescenza; ce ne sono alcune invece che credevi quantomeno sopite ma all’improvviso affiorano tutte insieme.
Ti invadono, e non ci sono soluzioni.

Scorre il tempo, come sempre e ovunque, a Taipei City. Non poteva mancare un pranzo nel piu’ rinomato ristorante di ravioli della citta’, seguito da un caffe’ ghiacciato in uno dei bar piu’ famosi. L’ottima Lumix si deve rassegnare ai suoi due anni di eta’: senza il visore, purtroppo scurissimo e totalmente invisibile alla luce del sole, non sai mai cosa stai riprendendo.

Per finire, una macchinetta digitale nuova, che non fa minimamente caso al fatto che tu sia ignorante o meno sull’argomento: ci devi saper fare, senno’ quelli che prima facevi ed erano capolavori ora sono emerite ciofeche. In parte aveva ragione Pino che diceva: “lassate perde le reflex”. In parte, se ti riesce, fai una Foto. Questa ne fa di bellissime, ma messe senza “cropparle” neanche un po’ a 800×600 (lo standard di Pasife.net) perdono parecchio.

Il bello, qui a Taipei, e’ che una fotocamera del genere te la fanno provare prima di acquistarla, eseguono dei test focali, scattano foto tutte nere o tutte bianche per mostrarti che non ci sono pixel difettosi, puliscono tutte le lenti con delle pompette e tra il momento del test e l’acquisto sei libero di provarla in giro per il negozio e di chiedere spiegazioni all’addetto. Gia’ lo sapevo, ma il servizio da queste parti e’ tutta un’altra cosa…


:viaggio (e comunicazione di servizio):

ottobre 28, 2008

Piu’ che un viaggio, un’odissea. Piu’ che un arrivo, una liberazione: Martina ha fatto il diavoletto per CIRCA TUTTE E 15 LE ORE DI VIAGGIO. Per la prima volta in vita mia ho scattato foto dall’aereo e devo dire che e’ sempre emozionante…

Come molti sanno, non e’ stato un viaggio programmato da tempo: la dipartita del buon suocero ha affrettato di molto il ritorno di Yiyi e Martina e di moltissimo il mio, che il 2009 volevo tenerlo impegnato per la California di Frank Maggie e famiglia.

Pasife.net e’ sotto attacco. Il nemico sembra essere qualche funzione in php4 che non ha gradito l’upgrade al php5. Lo slideshow, dunque, e’ l’unica cosa che funziona, ma funziona giorno per giorno. Ecco quindi il mio primo giorno a Taipei City:


:officine del pesce:

settembre 13, 2008

Stella Riccardo e Davide ci hanno portato, insieme a Paola suo marito e Sonia, a mangiare in un ristorante sito proprio dalle nostre parti. Esattamente accanto alla rotatoria che congiunge via Tenuta del Cavaliere con via Tiburina, c’è Officine del Pesce, locale in franchising presente anche a Barcelona e Los Angeles.

A metà tra pub, ristorante e pescheria e sito nei pressi dei Mercati Generali, vanta pesce fresco in continuazione in vendita un tanto al chilo, apertura 24 ore su 24, un’atmosfera gradevole, ampio parcheggio, seggiolonemunito, chardonnay come vino della casa e prezzi davvero ragionevoli.

  

Oltre agli antipasti cotti e crudi e più che le “linguine all’astice” c’è da notare “l’astice con le linguine”: mezza bestia messa su un piatto che ha praticamente fatto da primo e secondo. Poi, a dire il vero su richiesta di Riccardo, ci hanno dato uno schiaccianoci per spaccare le chele ed accedere alla carne custodita al loro interno. Spesa, bevande e dolci compresi: 30-35 euro a persona.

Come al solito, Davide si è addormentato senza fare storie, Sonia anche dopo qualche capriccio si è arresa anch’ella a Morfeo, mentre Martina ha insistito stoicamente a giocare (e a piagnucolare) fino alle 23:30. La guardo e penso che tra neanche troppi anni mi tornerà a casa alle 3 di notte (trovandomi ad aspettarla sotto casa in preda ad un infarto) dicendomi: “Papà, che vuoi? Vai a dormire, vai…”

Vabeh, godiamocela LEGATA ALLA SEDIA ancora per un po’ vahhh:


:i primi passi:

settembre 13, 2008

Il tempo passa, Martina ha ormai quasi nove mesi e, dal momento che ha iniziato da pochi giorni, voglio condividere con voi una delle fasi principali che porteranno la piccola alla totale indipendenza: il movimento!
Spinta infatti dalla curiosità e dall’interesse verso il mondo circostante (anche se nessuno capisce come mai ha iniziato a muoversi solo dopo aver visto un semplice sottobicchiere grigio di ikea…), Martina ha iniziato a gattonare!

Causa impegni “lavorativi” (hard disk esterno sull’iMac: storage condiviso o time machine?) solo oggi è avvenuto l’upload delle foto scattate negli ultimi giorni.
Per l’occasione però s’è deciso di mettere i video in una cartella (senza le foto) per sfruttare la caratteristica della Mediagallery di riprodurre tutti i video in sequenza. Per una volta quindi non c’è bisogno di cliccare sul menù di sinistra per vedere altri contenuti, basta premere Start.

Purtroppo la fotocamera ha ancora un effetto catalizzatore sulla piccola, come si vede dal primo video, appena la vede smette di fare quello che stava facendo e si mette in posa :D


:matrimonio di Francesco e Benedetta:

settembre 2, 2008

Incontriamo persone grazie ai più svariati contesti: famiglia, innanzitutto, quartiere, scuola, lavoro, blog, palestra… Ci sono, anche se non è detto che siano sempre sono le più antiche, le “pietre miliari”. Le mie pietre miliari, eccezion fatta ovviamente per i miei e mio fratello, sono i miei cuginetti “caporcianesi”.

Ve li presento, sono Umberto, Maria Paola e Benedetta.

  

Da sempre compagni di giochi e di svaghi, li trovo nella memoria in ogni fase della mia (ormai posso quasi dire “lunga”) esistenza. Hanno vissuto con me le scuole, le estati, l’università (anche se non c’erano fisicamente), le mie permanenze a Caporciano. Per motivi contingenti non ho potuto farli partecipare al nostro matrimonio, cosa che spero di aver (purtroppo solo in parte perché Umberto e Paola erano assenti) recuperato alla Festa di Nascita di Martina… Conosco tutti e tre da quasi trent’anni e non ricordo francamente nemmeno un episodio di litigi, pezzacci, periodi in cui non si parlava e non ci si trovava…

E il 23 Agosto, dopo anni di fidanzamento, finalmente Benedetta ha vestito l’abito bianco e si è sposata con Francesco!

Una festa favolosa, piena di momenti divertenti e solenni, cominciata con la fase trucco (imperdibile il messaggio di saluto di Betty per pasife.net) e terminata purtroppo un po’ troppo tardi per le nostre nuove esigenze: già dalle 22 infatti, Martina dava segni di cedimento e voglia di dormire insieme a mamma nel lettone. E l’allegria delle festa in questa lussuosa Villa Giulia non concedeva la tranquillità necessaria alla piccola per addormentarsi. Ciò nonostante ci siamo rimpinzati come pochi, s’è bevuto l’impossibile, s’è festeggiato con tutti i parenti, s’è brindato alla felicità degli sposi novelli.

Che altro dire? Godetevi foto e video su pasife.net!


:vacanze italiane – roma:

agosto 30, 2008

Roma è una città un po’ difficile. Se non si ha tempo da perdere, se si vuole visitare un po’ più approfonditamente… Ho un pessimo rapporto, io, con questa città. Nato a Casal Bruciato, libertà per me era stare a Caporciano, coi miei cuginetti. Roma l’ho sempre vissuta con l’animo ora del turista, ora del condannato… perché crescendo ho certamente imparato a prendere qualche autobus, a muovermi un po’ goffamente per la città ma, gite scolastiche a parte, l’ho sempre vissuta poco (e male).
Per questo, e per altri motivi magari più legati a convinzioni personali elaborate lungo la strada, sono un po’ contro tutti i simboli della cosiddetta “romanità”: Colosseo, Campo de’ fiori, Trastevere, Piazza di Spagna, Piazza del Popolo, via del Corso… Simboli che riguardano il turismo di massa, pietre circondate da transenne con pannelli che ne ricordano la storia (5 euro se vuoi approfondire) cartoline col colosseo e un tramonto con delle nuvole realizzate in photoshop, IL FINTO GLADIATORE per fare le foto e sentirti… sentirti come? un coglione, ecco come ti devi sentire. Non c’è il romano a godersi lo spettacolo, c’è solo il nostalgico, il non più romano che abita a Romacaputmundi e si fa vanto di opere di una civiltà imperialista colonialista schiavista e sanguinaria scomparsa millenni fa e svetrinata come la migliore civiltà di sempre dai colossal americani…

Vabeh, direi che può bastare. Perché detto questo, la Roma del centro storico fa effettivamente paura per la maestosità dei monumenti e per, diciamo, la coreografia con cui il visitatore è portato a scoprirli. Si pensi per esempio al vicoletto che “scorre” mostrando le colonne del pantheon oppure a via del Corso che sfocia in una piazza molto grande con un obelisco al centro e solo una volta arrivati all’obelisco e alle fontane coi leoni ti viene voglia di girarti, e girandoti scopri le “chiese gemelle”. E da lì, forse, guardando le chiese, se ti giri a sinistra puoi salutare quelli che dal Pincio ti stanno fotografando, proprio in questo momento (in qualunque momento).



E’ come un percorso di ciliegie, il centro di Roma: una tira l’altra e si va avanti. Per farlo, come si diceva all’inizio, ci vuole tempo da perdere e voglia di visitare la città approfonditamente. Altrimenti, Roma è una città un po’ difficile.

Va da se’ che con la ZTL sempre in agguato, due passeggini, tre bimbi di cui due praticamente neonati e quattro adulti di cui una incinta di 7 mesi… girare per Roma è stato tostissimo!!!

Dopo aver trottato per due settimana attraverso L’Aquila, Campo Imperatore, San Marino, Venezia, Verona, Firenze, Greve e Montevarchi l’ideale sarebbe stato trovare un momento di relax per l’ultima settimana di permanenza dei nostri ospiti… Invece ogni mattina, armati di pazienza, sconfiggevamo caldo e stanchezza andando al centro praticamente per ora di pranzo e ritornando in quel di Lunghezza prima di cena.

Non starò qui a dire tutti i dettagli della gita: ci penseranno foto e video che vi andrete a vedere direttamente su pasife.net a questo indirizzo. Dirò solo che vale ciò che è valso altrove: urgenza, “siamo passati davanti a”, necessità dei pargoli, caldo, problemi col parcheggio, qualche sòla qua e là… e la mancanza di approfondimenti da parte dei nostri ospiti, cosa di cui però non hanno colpa: siamo noi, quelli cresciuti studiando i nostri scultori ed ammirando le opere dei nostri artisti. Quando eravamo a S.Pietro, ho indicato a Frank e gli ho detto “e quellla è la Pietà…”, ed ovviamente lui ha visto solo una scultura in penombra, simile a tutte le altre…

Chiude il cerchio la visita a Villa d’Este, che upperò quanto prima, dopodiché Domenica 17 abbiamo accompagnato i nostri cari a Fiumicino, dove hanno ripreso l’aereo che li ha ricondotti in patria.
E’ stata una bella occasione di rivederci e anche di conoscerci meglio e convivere un po’ per mettere sul banco le proprie esperienze, principalmente in quanto neo genitori. Appena finito di ripulire casa dal caos delle recenti tre settimane ci siamo sentiti soddisfatti ed abbiamo detto “è finita”. Poi ci siamo accorti che iniziavano a mancarci i due nipotini, ed abbiamo realizzato che il periodi del ricongiungimento e delle ferie erano finiti. Ci siamo ripromessi di andare noi in California l’anno prossimo (io per la prima volta).

Appena mi va metterò in sequenza questi post nella colonna di destra (o sinistra, quando cambierò layout ;) ) mentre, passato anche settembre, metterò le foto della vacanza nella più vasta fascia dei Viaggi speciali.


:vacanze italiane – firenze, greve, montevarchi:

agosto 28, 2008

Arrivati a Firenze non manchiamo mai di girare la solita “scenetta” col navigatore. Arrivati a meno di 500 metri dall’albergo, notiamo numerosi lavori sulle strade adiacenti il lungarno. In più nella zona vicino l’hotel Adriatico, sono stati invertiti numerosi sensi unici. Risultato: come al solito s’è dovuto chiedere e andare a tentoni prima di riuscire a raggiungere il posto.
C’è da dire però che l’hotel rimane abbastanza vicino al centro storico.
Appena arrivati e dopo aver degustato il drink di benvenuto al bar dell’albergo, ci incamminiamo subito verso il Latini.

 

Il Latini è un ristorante strepitoso: ampia considerazione per i bimbi, una buona cucina tipica, stanze accoglienti, buon vino a volontà, fiorentina… Per chi non è stato mai a Firenze e vuole mangiare in un ambiente casareccio il consiglio è di cenare prenotando in giornata (specie durante il fine settimana, è abbastanza assediato dai turisti).

Il giorno dopo, tutto dedicato al centro di Firenze: Santa Naria Novella, il Duomo, la Signoria, piazza della Repubblica, pranzo da Colle Bereto, il mercato del Porcellino, Ponte Vecchio…

la giornata scorre via lieta e verso ora di cena abbiamo incontrato Riccardo e Azzurra al ristorante Acqua al 2 sempre dalle parti del centro. Locale “un po’ fighetto” ma dalla buona cucina, abbiamo selezionato vari assaggi e tutte le portate erano ben presentate.


  

Purtroppo Martina non gradiva la sala o un po’ la confusione che c’era nel locale e spesso siamo usciti fuori per farla calmare. La cena scorre anch’essa lieta e uscendo dal locale passeggiamo un po’ per il lungarno attraversando ponte vecchio insieme ai nostri amici.

C’è da dire che l’arrivo in Toscana era un po’ il “piatto forte” dell’intera vacanza, in quanto ok, Firenze è una città meravigliosa, ma c’è tutta una periferia (in particolare Montevarchi) da esplorare e visitare… tutto sommato però io e Yiyi (ad eccezione del centro di Firenze e Montevarchi) abbiamo girato solo dalle parti di Montevarchi… Quindi si, volevamo portare i nostri cari a Greve in Chianti, alle cantine a degustare il buon vino toscano… però partendo a mezzogiorno (e senza risparmiare un’ennesima scenetta del navigatore che tentava in ogni modo di farci prendere strade impossibili) andare all’avventura non si è rivelata una mossa efficace… Dopo un paio di volte che ci siamo persi (in realtà cercavamo la fattoria di Colle Bereto), abbiamo ripiegato in un ristorantino nella piazza centrale di Greve. Nel pomeriggio, appuntamento con Riccardo e Azzurra per la visita allo Space Outlet di Prada.



Dopo un’oretta al parco giochi, Pizza e birra al Clancy’s, l’ultima cena in suolo toscano visto che l’indomani saremmo partiti alla volta di Roma…


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